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Il Contratto di Fiume

Educazione Ambientale

bibliografia

Caratteristiche dei Contratti di Fiume

La Francia è il paese "capofila" per ciò che concerne le politiche di gestione integrata e partecipata della risorsa idrica. Strumento cardine di tali politiche è il contract de rivière che, introdotto agli inizi degli anni '80 e adottato a scala di bacino, prevede il coinvolgimento degli stakeholder del territorio per riqualificare e valorizzare gli ambiti fluviali, attraverso una gestione più equilibrata della risorsa idrica, da avviarsi per mezzo di un programma di azioni quinquennale.

Il primo contratto di fiume francese sottoscritto riguarda il fiume La Thur firmato nel 1983. A seguito in Francia sono stati sottoscritti più di 150 contratti e hanno interessato più del 10% del territorio nazionale. In seguito all'emanazione della Direttiva Quadro sulle acque, i Contratti di Fiume si sono sviluppati in diverse realtà nazionali europee (Belgio, Olanda, Lussemburgo, Italia, Svizzera fino a raggiungere il Quebec) secondo diverse modalità.

In Italia il primo contratto di Fiume sottoscritto risale al 2004 ed è il Contratto di Fiume Olona, Bozzente, Lura. A seguire la Regione Piemonte e altre realtà italiane stanno costruendo i Contratti di Fiume.

In via generale, per utti i contratti finora sottoscritti, e in itinere, si possono di seguito sintetizzare delle linee di azione affini, che possono essere riassunte nei punti meglio specificati di seguito:

  • riduzione dell'inquinamento delle acque;
  • riqualificazione dei sistemi ambientali e paesistici e dei sistemi insediativi afferenti ai corridoi fluviali;
  • uso sostenibile delle risorse idriche, riequilibrio del bilancio idrico, condivisione delle informazioni e diffusione della cultura dell'acqua attraverso percorsi di sensibilizzazione ed educazione;
  • collegamento degli obiettivi di qualità ambientale e sicurezza idraulica, con obiettivi di fruibilità delle acque, con lo sviluppo sostenibile del territorio in modo da sviluppare la multifunzionalità del fiume.

E' possibile in generale, individuare degli obiettivi di base quali per esempio:

  • promuovere un processo di programmazione negoziata, uno strumento di governance dei processi di sviluppo dell'area del Bacino Idrografico in un'ottica di sostenibilità;
  • coordinare interventi di vasta portata per quanto riguarda il contrasto al rischio idrogeologico, la salvaguardia all'ambiente, la valorizzazione del territorio e delle sue risorse idriche, unendo le forse e ottimizzando le risorse;
  • dare attuazione al disposto della Direttiva Europea n.60/2000 che prevede la partecipazione attiva di tutte le parti interessate;
  • attuare un processo di composizione degli interessi particolari entro un disegno di pubblica utilità e di sviluppo del territorio in grado di esaltarne le peculiari vbocazioni coinvolgendo i saperi locali sfruttando la presenza di soggetti che operano per l'innovazione scientifica a tecnologica.

Le forme di partecipazione comprese nei Contratti di Fiume

Uno dei punti chiave della Direttiva Quadro 200/60/CE (WFD) è la partecipazione pubblica e la trasparenza nella fase di elaborazione del piano. La Direttiva dichiara, all'art.1, che il successo della stessa dipende da una stretta collaborazione e da un'azione coerente a livello locale, all'interno della Comunità tra gli Stati membri, oltre che dall'informazione, consultazione e partecipazione dell'opinione pubblica, compresi gli utenti. Prescrive inoltre che gli Stati membri promuovano la partecipazione attiva di tutte le parti interessate all'attuazione della presente Direttiva, in particolare all'elaborazione, al riesame e all'aggiornamento dei piani di gestione dei bacini idrografici.

L'art.14, che menziona i principi base della partecipazione pubblica, prevede un attivo coinvolgimento in tutte le fasi di attuazione e, in particolare, nel processo di pianificazione: consultazione durante il processo e accesso alle informazioni di base.

Potenzialità e criticità dei Contratti di Fiume

POTENZIALITA':

  • è un metodo innovativo di programmazione (e gestione) partecipata a livello di bacino, capace di sviluppare partenariato fra soggetti pubblici e privati per raggiungere obiettivi condivisi;
  • ricompone la frammentazione oggi presente la quale richiede un coordinamento, affrontando in modo integrato qualità,sicurezza, riqualificazione e assetto insediativo;
  • evidenzia l'elevata progettualità locale, che necessita però di essere ricondotta da una versione dell'intero sistema acque;
  • forte richiesta alla Regione da aprte degli Enti Locali perchè assuma il ruolo di governo della materia, capace di dare ordine alle iniziative ed attivare le cospicue risorse economiche (in parte già disponibili) necessarie per realizzare i progetti infrastrutturali prioritari (difesa idraulica e risanamento acque).

CRITICITA':

  • la partecipazione richiede tempi ed energie rilevanti e metodi adeguati, ancora in fase di messa  a punto (associazioni, pèrivati, ecc.);
  • necessità che l'Ente coordinatore, in Piemonte, la Provincia, sia dotata di una struttura tecnica  organizzatrice adeguata;
  • necessità di una forte collaborazione interna alla Regione, anche con la definizione di una struttura di raccordo stabile;
  • necessità di governare e monitorare il processo ed il programma di attività, esteso a numerosi attori pubblici e privati;
  • necessità di non deludere le aspettative, facendo seguire realizzazioni e richiamando agli impegni i soggetii attuatori;
  • necessità di migliorare l'organizzazione, con supporto tecnico esterno forte e ruolo istituzionale alla Regione;
  • necessità di comunicare in forma adeguata col territorio;
  • possibili conflitti di interessi e difficoltà a unire gli interessi di molti soggetti;
  • la troppa presenza di istituzioni facilmente potrà escludere una partecipazione di associazioni e cittadini;
  • dubbio il peso istituzionale che potrebbe avere lo strumento "Contratto" diu fronte alle grandi opere che si intendono realizzare.

Belbo a Castelnuovo Belbo

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