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Il Contratto di Fiume

Educazione Ambientale

bibliografia

Cosa sono i contratti di fiume

Il Contratto di Fiume è un processo di programmazione negoziata e partecipata volto al contenimento del degrado eco-paesaggistico e alla riqualificazione dei territori dei bacini/sottobacini idrografici. Tali processi si differenziano nei diversi contesti amministrativi e geografici in coerenza con la normativa, in armonia con la peculiarità dei bacini, in correlazione alle esigenze dei territori, in risposta ai bisogni e alle aspettative della cittadinanza.

Il CdF è un accordo volontario fra soggetti pubblici e privati, portatori di interesse nella gestione e nell'utilizzo della risorsa acqua, basato sul confronto e la negoziazione e finalizzato ad azioni di riqualificazione e valorizzazione ambientale del fiume e del suo territorio.

Gli obiettivi del contratto di fiume sono:

  • la riqualificazione integrata dei sistemi ambientali e paesaggistici (fasce fluviali e sistemi insediativi);
  • la tutela delle acque quali-quantitative;
  • il miglioramento della fruizione turistico ambientale del fiume;
  • la condivisione delle informazioni e diffusione della cultura dell'acqua;
  • la mitigazione del rischio idraulico e del dissesto idrogeologico.

Gli obiettivi di qualità delle acque compresi nel Contratto di Fiume e gli eventuali altri strumenti settoriali per il loro raggiungimento devono essere definiti innanzi tutto in relazione al PTA (Piano di Tutela delle Acque) della Regione Piemonte. Il PTA, redatto ai sensi del D.Lgs 152/1999, costituisce un piano stralcio di settore del Piano di Bacino del fiume Po ai sensi dell'articolo 17, comma 6-ter, della legge 18 marzo 1989 n.183. Il Piano di Bacino individuato dalla legge 183/1989 è lo strumento fondamentale per il conseguimento delle finalità di difesa del suolo, di tutela e risanamento dei corpi idrici, di razionalizazione delle modalità di fruizione e gestione del patrimonio idrico e di tutela degli aspetti ambientali ad essi connessi. La stessa legge definisce le materie in cui sviluppare le attività di pianificazione e i contenuti del Piano.

Il Contratto di Fiume della regione Piemonte si configura come uno strumento di programmazione negoziata per l'attuazione del PTA (art. 10 punto 2 delle Norme di Piano). Il PTA definisce un quadro di azioni strutturali e non, orientati all'applicazione del DMV (Deflusso minimo vitale) nel corso d'acqua, al riequilibrio del bilancio idrico, alla riduzione degli apporti diffusi di nutrienti e prodotti fitosanitari in agricoltura. La forma normativa del Piano di Tutela, che agisce a livello sovraordinato rispetto alla pianificazione urbanistica locale, consente ad esso di incidere sia con politiche di settore (limiti allo scarico di sostanze inquinanti, regolamentazione dei prelievi di acque, ecc.) sia con azioni che incidono sugli usi del territorio connesso, al fine di limitare gli effetti negativi generati dall'assetto insediativo nei confronti del sistema idrico dei bacini.

Diversamente da altri piani che operano a scala territoriale vasta, però, l'inquadramento normativo del Piano di Tutela prevede esplicitamente che esso sia redatto in modo da indirizzare l'operatività delle politiche in stretta connessione con la programmazione della spesa degli enti locali e di quelli sovraordinati. Per questa forza piano-programmatoria il PTA, insieme al gruppo di strumenti  di pianificazione che si sviluppano in integrazione al PAI (Piano di Assetto Idrogeologico dell'Autorità di Bacino del Po), costituisce il primo riferimento del Contratto di Fiume in ordine alla definizione delle politiche strategiche e , soprattutto, alla loro implementazione. Trattandosi di uno strumento volontario che integra tra loro i contributi di tutti gli attori coinvolti, il Contratto di Fiume si costruisce anche in rapporto ad altri strumenti ordinari di pianificazione e gestione quali i piani degli Ambiti Territoriali Ottimali (ATO), i Piani Territoriali di Coordinamento (PTC) provinciali, i diversi piani provinciali di settore, i PRG e, in generale tutte le politiche che gli attori coinvolgono come proprio contributo in relazione agli obiettivi generali del Contratto di Fiume.

Anche gli strumenti progettuali quali ad esempio i PTI (Programmi Territoriali Integrati), i PISL (Piani Integrati di Sviluppo Locale) e i PRUSST (Piani di Riqualificazione Urbana per lo Sviluppo Sostenibile Territoriale) assumono importanza e devono essere presi in considerazione nel caso in cui riguardino i corsi d'acqua interessati nei Contratti di Fiume così come gli Accordi di Programma, i processi di Agenda 21 locale e altri programmi.

In data 5 marzo 2010, la Giunta Provinciale ha approvato l'accordo di programma finalizzato a dare attuazione al Piano di Azione del Contratto di Fiume del Torrente Belbo.

 icon delibera giunta provinciale (91.83 kB)